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Vito Acconci

U.S.A., 1940


 

| ​Blue-Chip Representation | Top 100 U.S.A.



Vito Acconci nasce a New York nel 1940. L’artista esordisce come poeta, utilizzando la pagina come ambito all’interno del quale disporre le parole. Spostando la sua azione dalla scrittura allo spazio tridimensionale, alla fine degli anni Sessanta, Acconci sviluppa una serie di performance e relative opere in fotografia, film e video, nelle quali utilizza se stesso. In alcuni casi, l’artista tenta di modificare il proprio corpo, studiando in che modo esso si adatti o opponga resistenza a eventuali sollecitazioni. In tale processo, la vulnerabilità è intesa quale elemento di apertura e di contatto con i visitatori. Scavando nelle relazioni fra prossimità comunicativa e violenza, l’interesse di Acconci si orienta progressivamente verso descrizioni di stati psicologici interpersonali, fino a giungere a implicazioni culturali e politiche legate agli spazi performativi e ai luoghi predisposti per le performance. Dai primi anni Ottanta, un nuovo interesse per la scultura lo porta a confrontarsi con situazioni di carattere più partecipativo per il pubblico, spingendolo a dedicarsi a lavori d’ambito decisamente architettonico. In attento dialogo con l’architettura di paesaggio e il design pubblico, è arrivato a fondare Acconci Studio, vero e proprio gruppo di architetti e urbanisti con cui progetta e articola interventi urbanistici sempre più su vasta scala.



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