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Rosa Barba

Italian, 1973


 

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Nata ad Agrigento nel 1972, la pratica artistica di Rosa Barba è una sottile interrogazione e cooptazione del cinema industriale; come soggetto attraverso vari tipi di ciò che potrebbe essere inteso come messa in scena del "locale", del non attore, del gesto, del genere, dell'informazione, dell'esperienza e dell'autorità, il mondano. Ovvero le rimozioni da un realismo sociale all'interno del quale sono state osservate e che le qualifica come componenti dell'opera, da inquadrare, ridisegnare, rappresentare. L'effetto di ciò contesta e riformula verità e finzione, mito e realtà, metafora e materiale, a un livello disorientante che alla fine si estende a una pratica concettuale che riformula anche la messa in scena dello spettatore come un atto di capovolgimento radicale ed esilarante dall'essere il ricevitore di un'immagine all'essere dentro e tra le sue sale macchine, guardando fuori.



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Vive e lavora a Berlino







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