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Mario Merz

Italian, 1925 - 2003


 

| ​Blue-Chip Representation | Top 100 Italy


Mario Merz nasce a Milano nel 1925, ma cresciuto a Torino.

Verso il 1966 inizia a perforare tele e oggetti con tubi al neon, trasformando i materiali con questa simbolica infusione d’energia.

Nel 1967 viene coinvolto in un'associazione di numerosi artisti, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, che evolve nel movimento dell'Arte povera, caratterizzato da un’estetica antielitaria, che ingloba materiali umili, tratti dalla vita quotidiana e dal mondo organico, in segno di protesta per la natura disumanizzante dell’industrializzazione e del capitalismo consumista. Nel 1968 adotta uno dei suoi motivi caratteristici, l’igloo, costituito da uno scheletro di metallo coperto da frammenti d’argilla, cera, fango, vetro, iuta e fascine di rami, cui spesso si aggiungono frasi politiche o letterarie scritte da tubi al neon.

Il lavoro di Mario Merz si muove liberamente tra i campi della cultura e della natura che l’artista considerava indistinti. Le regole formali da cui discendono le sue sculture, le sue opere ambientali, i dipinti e la vasta produzione di disegni, possiedono le stesse leggi della crescita naturale, del regno vegetale e animale, ma ad esse si associa un riverbero d’immagini e forme dei nostri primordi culturali.



CONTATTI


Fondazione Merz


Via Limone 24 - 10141 Torino

info@fondazionemerz.org








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